Partita della Pace, Maradona e Totti numeri 1: all’Olimpico è uno show

Partita della Pace, Maradona e Totti numeri 1: all’Olimpico è uno show

E’ andata in scena, allo stadio Olimpico di Roma, la partita “Uniti per la pace”, l’evento voluto da Papa Francesco per aiutare i terremotati italiani colpiti dal sisma del 24 agosto scorso.

Il Papa nel pomeriggio aveva parlato di pace e aveva regalato a tutti una medaglia con il simbolo dell’ulivo. Un altro ulivo, poi, era stato piantato all’Olimpico, ma evidentemente Diego Maradona ha un significato di pace tutto suo. Ecco perché la festa dell’Olimpico, la partita “Uniti per la pace” edizione numero due, non può non partire dall’assurda lite tra il Pibe de Oro e Veron, ed è un peccato, visto tutte le stelle in campo. Lo scopo è benefico (incasso, tra gli altri, alle popolazioni terremotate), gli spettatori sono pochi, meno di 10mila, ma provano a scaldarsi e farsi sentire, i bambini hanno gli occhi che luccicano per le giocate di fenomeni visti solo in tv, e davvero, follia di Maradona a parte, è tutto un bel vedere.

PROTAGONISTI — Su tutti, quelli che rubano la scena, neanche a dirlo, sono Totti e Maradona, i due numeri 10 della squadra blu (sul serio, visto che indossano la stessa maglia). Non da soli, almeno nel riscaldamento, ma con due compagni speciali: Diego junior e Cristian, i due figli, di 29 e 11 anni. Soprattutto il piccolo Totti si diverte a palleggiare con il padre e Maradona, che aveva conosciuto poco prima nello spogliatoio della Roma: “Lui è il calcio”, gli ha detto Francesco, ribadendo in privato quello che poco dopo dirà anche davanti alle telecamere: “Per fare Diego non basterebbero tutti i calciatori del mondo”. Tocca a loro – il primo pallone è proprio di Maradona per Francesco – divertire e divertirsi: “Gli ho detto di continuare a giocare”, dice Diego, e Totti replica con una battuta: “E che è il presidente della Roma?”.
LA PARTITA — Si ride, anche se in campo tutti ci tengono a fare bella figura. Nei blu, oltre a Totti e Maradona, ci sono tra gli altri Cafu, Candela, Burdisso, Di Natale – in formissima, nonostante il recente ritiro – e Mauri (avversario per Francesco di tanti derby), mentre nei bianchi, con capitan Ronaldinho, ci sono Veron, Davids, Bojan e Abidal. In panchina Capello e Karanka, che lasciano decidere tutto ai calciatori, tanto che Totti e Maradona – sempre loro – scherzano anche sulla fascia: Diego la vuole dare al romanista “qui è casa tua”, il numero 10 della Roma non accetta e dice: “No no, sei tu il capitano”. E così sia.
NIENTE COPPA — La partita finisce 4-3 per i bianchi, che si portano a casa la coppa con dispiacere di Diego, i marcatori sono Di Natale, Kanoute, Totti, con uno splendido destro a giro su assist del Pibe de oro, Bojan, Crespo, Burdisso e Cavenaghi, la rete più bella quella del catalano, uno splendido cucchiaio, peccato solo per quanto successo tra Maradona e Veron, una brutta immagine in una serata che doveva essere solo di festa.
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