Vittoria di Trump

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La vittoria di Donald Trump potrebbe portare benefici importanti all’Europa. Ma anche malefici. Consideriamo entrambi. I benefici riguardano l’allentamento delle tensioni con la Russia, con conseguenze benefiche in Siria e nell’Ucraina orientale, dove nascono i principali problemi per la sicurezza dei paesi europei.

LA GUERRA CON ASSAD

Iniziamo dalla Siria, dove la guerra civile è alimentata da due schieramenti, guidati da Stati Uniti e Russia. Da una parte, ci sono gli americani, che armano i ribelli, nella speranza di sostituire Bassar al Assad con un uomo affidabile; dall’altra parte, ci sono i russi, che bombardano i ribelli filo-americani per mantenere al potere l’attuale dittatore siriano. Il problema è che la Siria riveste un’importanza strategica enorme per la Russia. Per citare un solo esempio, l’unica base navale che consente il rifornimento delle navi russe nel Mediterraneo si trova sulla costa siriana. È la base di Tartus, costruita nel 1971. È in Siria, ma è dei russi. Siccome la Russia e gli Stati Uniti sono due super potenze, la guerra civile in Siria non avrà fine, fino a quando il presidente americano non si metterà d’accordo con il presidente russo. Veniamo all’Ucraina.

L’ALLARGAMENTO A EST

Da anni, gli Stati Uniti perseguono una politica di allargamento della Nato, che prevede l’assorbimento di paesi tradizionalmente filo-russi, come l’Ucraina. Ad aggravare la situazione c’è il fatto che l’Ucraina confina con la Russia. Il che significa che Putin, nel caso di una sconfitta, perderebbe quel cuscinetto protettivo, di cui le grandi potenze hanno bisogno per accrescere la loro sicurezza nazionale. Dopo la caduta dell’impero sovietico, l’Ucraina aveva assunto le caratteristiche di uno Stato neutrale. Tuttavia, gli Stati Uniti hanno cercato di assorbirla nella Nato, provocando la reazione di Putin che, nel marzo 2014, ha invaso l’Ucraina orientale e la Crimea, dove si trova una base navale russa d’importanza analoga a quella di Tartus in Siria. È la base di Sebastopoli, che affaccia sul Mar Nero.

Trump vuole riconciliarsi con Putin e proporgli una soluzione pacifica in Siria e in Ucraina. Hillary, invece, ha annunciato che intende fronteggiare Putin a muso duro. A ciò occorre aggiungere una dose di rancore personale. Hillary accusa Putin di avere rivolto una serie di attacchi informatici contro il suo partito per favorire Trump.
Tutto lascia prevedere che l’elezione di Hillary provocherebbe una crescita delle tensioni con la Russia in Siria e nell’Ucraina orientale. Questo non è utile agli italiani, per due ragioni.

La prima ragione è che la fuga dei siriani manda in crisi il sistema dell’Unione Europea, causando grandi problemi all’Italia, che è un paese di confine. Gli europei agognano la fine del conflitto in Siria anche perché produce una forte intensificazione dei processi di radicalizzazione, che ha generato il fenomeno dei foreign fighters. Tali erano i terroristi della strage di Parigi del 13 novembre 2015. Insomma, l’elezione di Hillary rischia di prolungare la guerra civile siriana di altri quattro anni, pari alla durata del suo primo mandato come presidente.

La seconda ragione, per cui gli italiani trarrebbero un beneficio dall’elezione di Trump, è che il conflitto nell’Ucraina orientale è destinato a creare una pressione sulle nostre finanze pubbliche. Da tempo, gli americani chiedono agli italiani di spendere di più per la Nato. Secondo gli accordi, l’Italia dovrebbe spendere almeno il 2% del Pil per la difesa. La Casa Bianca ci fa notare che spendiamo soltanto lo 0,95%. Una crescita delle tensioni con Putin, in Ucraina, spingerebbe gli americani ad essere più insistenti nei nostri confronti. Più soldi il governo italiano dovrà spendere per le munizioni anti-russe della Nato, meno soldi potrà spendere per gli italiani più bisognosi. Per non parlare delle sanzioni contro Putin. Nel caso di un conflitto in Ucraina, diventerebbero ancora più dure, danneggiando anche l’Italia, che ha forti legami economici con la Russia.

LA RADICALIZZAZIONE

Tuttavia, l’elezione di Trump porterebbe anche importanti malefici. Nel momento in cui i governi occidentali sono impegnati a combattere contro i processi di radicalizzazione attraverso il dialogo interreligioso e l’integrazione, la vittoria di Trump favorirebbe la propaganda dell’Isis, secondo cui gli occidentali sono tutti anti-islamici. Se, da una parte, la radicalizzazione, basata sull’odio anti-occidentale, troverebbe un freno nella fine del conflitto in Siria; dall’altra, subirebbe una spinta con l’ascesa di Trump alla Casa Bianca, il quale ha dichiarato che vorrebbe impedire l’ingresso negli Stati Uniti a tutti i musulmani.

CONTRO CINA E IRAN

Trump sarebbe fonte di tensioni anche in Medio Oriente, dal momento che ha annunciato di voler assumere un atteggiamento più aggressivo verso l’Iran. A suo dire, bisognerebbe riscrivere gli accordi per lo sviluppo del programma nucleare iraniano, in base a una logica punitiva e mortificante per Teheran. Le tensioni aumenterebbero anche con la Cina, contro cui Trump vorrebbe usare maggiore fermezza nelle dispute territoriali nel Mar Cinese Meridionale. La sua alleanza con Putin è concepita in funzione anti-cinese.

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