Le bici ( scooter ) elettriche ? Non possono circolare in strada: raffica di sequestri a Napoli

Il sequestro è avvenuto da parte degli agenti della Polizia Municipale di Napoli in tre differenti esercizi commerciali, i cui proprietari sono stati multati, come previsto dalla legge.

L’alimentazione elettrica dei veicoli, come ormai è noto, costituisce il futuro della viabilità e del trasporto privato. A Napoli, però, gli scooter che beneficiano esclusivamente della corrente elettrica come fonte di alimentazione, risultano non essere omologati e quindi inadatti alla circolazione su strada. Per questo motivo, l’Unità Operativa Tutela Emergenze Sociali e Minori della Polizia Municipale di Napoli ha sequestrato 20 di questi scooter in tre differenti esercizi commerciali situati in via Argine e in piazza Mercato. I mezzi, pronti alla vendita, come già detto erano privi dell’omologazione necessaria alla circolazione.

I proprietari dei tre negozi sono stati sanzionati con una multa dell’importo superiore ai mille euro e diffidati dai vigili urbani dal mettere nuovamente in commercio veicoli sprovvisti della necessaria omologazione. Le indagini della Municipale proseguono nel tentativo di giungere al sequestro anche degli altri, numerosi scooter elettrici che son già in circolazione in città.

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e’ iniziata la differenziata

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E’ iniziata la differenziata nella ia zona da 10 giorni , da parte di molti tanta accortezza nel separare Umido plastica carta cartone vetro ecc. , ci si inizia ad abituarsi piano piano , ma purtroppo non lo e’ per tutti , l’unica cosa secondo me che di dovrebbe differenziare sono le persone che come in questa foto si puo vedere continuano a gettare spazzatura a loro piacimento

Gianluca Manna

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Vittoria di Trump

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La vittoria di Donald Trump potrebbe portare benefici importanti all’Europa. Ma anche malefici. Consideriamo entrambi. I benefici riguardano l’allentamento delle tensioni con la Russia, con conseguenze benefiche in Siria e nell’Ucraina orientale, dove nascono i principali problemi per la sicurezza dei paesi europei.

LA GUERRA CON ASSAD

Iniziamo dalla Siria, dove la guerra civile è alimentata da due schieramenti, guidati da Stati Uniti e Russia. Da una parte, ci sono gli americani, che armano i ribelli, nella speranza di sostituire Bassar al Assad con un uomo affidabile; dall’altra parte, ci sono i russi, che bombardano i ribelli filo-americani per mantenere al potere l’attuale dittatore siriano. Il problema è che la Siria riveste un’importanza strategica enorme per la Russia. Per citare un solo esempio, l’unica base navale che consente il rifornimento delle navi russe nel Mediterraneo si trova sulla costa siriana. È la base di Tartus, costruita nel 1971. È in Siria, ma è dei russi. Siccome la Russia e gli Stati Uniti sono due super potenze, la guerra civile in Siria non avrà fine, fino a quando il presidente americano non si metterà d’accordo con il presidente russo. Veniamo all’Ucraina.

L’ALLARGAMENTO A EST

Da anni, gli Stati Uniti perseguono una politica di allargamento della Nato, che prevede l’assorbimento di paesi tradizionalmente filo-russi, come l’Ucraina. Ad aggravare la situazione c’è il fatto che l’Ucraina confina con la Russia. Il che significa che Putin, nel caso di una sconfitta, perderebbe quel cuscinetto protettivo, di cui le grandi potenze hanno bisogno per accrescere la loro sicurezza nazionale. Dopo la caduta dell’impero sovietico, l’Ucraina aveva assunto le caratteristiche di uno Stato neutrale. Tuttavia, gli Stati Uniti hanno cercato di assorbirla nella Nato, provocando la reazione di Putin che, nel marzo 2014, ha invaso l’Ucraina orientale e la Crimea, dove si trova una base navale russa d’importanza analoga a quella di Tartus in Siria. È la base di Sebastopoli, che affaccia sul Mar Nero.

Trump vuole riconciliarsi con Putin e proporgli una soluzione pacifica in Siria e in Ucraina. Hillary, invece, ha annunciato che intende fronteggiare Putin a muso duro. A ciò occorre aggiungere una dose di rancore personale. Hillary accusa Putin di avere rivolto una serie di attacchi informatici contro il suo partito per favorire Trump.
Tutto lascia prevedere che l’elezione di Hillary provocherebbe una crescita delle tensioni con la Russia in Siria e nell’Ucraina orientale. Questo non è utile agli italiani, per due ragioni.

La prima ragione è che la fuga dei siriani manda in crisi il sistema dell’Unione Europea, causando grandi problemi all’Italia, che è un paese di confine. Gli europei agognano la fine del conflitto in Siria anche perché produce una forte intensificazione dei processi di radicalizzazione, che ha generato il fenomeno dei foreign fighters. Tali erano i terroristi della strage di Parigi del 13 novembre 2015. Insomma, l’elezione di Hillary rischia di prolungare la guerra civile siriana di altri quattro anni, pari alla durata del suo primo mandato come presidente.

La seconda ragione, per cui gli italiani trarrebbero un beneficio dall’elezione di Trump, è che il conflitto nell’Ucraina orientale è destinato a creare una pressione sulle nostre finanze pubbliche. Da tempo, gli americani chiedono agli italiani di spendere di più per la Nato. Secondo gli accordi, l’Italia dovrebbe spendere almeno il 2% del Pil per la difesa. La Casa Bianca ci fa notare che spendiamo soltanto lo 0,95%. Una crescita delle tensioni con Putin, in Ucraina, spingerebbe gli americani ad essere più insistenti nei nostri confronti. Più soldi il governo italiano dovrà spendere per le munizioni anti-russe della Nato, meno soldi potrà spendere per gli italiani più bisognosi. Per non parlare delle sanzioni contro Putin. Nel caso di un conflitto in Ucraina, diventerebbero ancora più dure, danneggiando anche l’Italia, che ha forti legami economici con la Russia.

LA RADICALIZZAZIONE

Tuttavia, l’elezione di Trump porterebbe anche importanti malefici. Nel momento in cui i governi occidentali sono impegnati a combattere contro i processi di radicalizzazione attraverso il dialogo interreligioso e l’integrazione, la vittoria di Trump favorirebbe la propaganda dell’Isis, secondo cui gli occidentali sono tutti anti-islamici. Se, da una parte, la radicalizzazione, basata sull’odio anti-occidentale, troverebbe un freno nella fine del conflitto in Siria; dall’altra, subirebbe una spinta con l’ascesa di Trump alla Casa Bianca, il quale ha dichiarato che vorrebbe impedire l’ingresso negli Stati Uniti a tutti i musulmani.

CONTRO CINA E IRAN

Trump sarebbe fonte di tensioni anche in Medio Oriente, dal momento che ha annunciato di voler assumere un atteggiamento più aggressivo verso l’Iran. A suo dire, bisognerebbe riscrivere gli accordi per lo sviluppo del programma nucleare iraniano, in base a una logica punitiva e mortificante per Teheran. Le tensioni aumenterebbero anche con la Cina, contro cui Trump vorrebbe usare maggiore fermezza nelle dispute territoriali nel Mar Cinese Meridionale. La sua alleanza con Putin è concepita in funzione anti-cinese.

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Wind & 3 Italia, da oggi insieme ufficialmente: completata la transizione per la joint venture tra i due operatori

schermata-2016-11-08-alle-17-02-11Hong Kong e Amsterdam: CK Hutchison Holdings Ltd. (“CK Hutchison”), azionista di 3 Italia S.p.a. (“3 Italia”), e VimpelCom Ltd. (“VimpelCom”), azionista di Wind Telecomunicazioni S.p.A. (“WIND”), annunciano di aver completato la transazione per l’integrazione delle loro attività in Italia. Da oggi, 3 Italia e WIND sono entrambe controllate dalla joint-venture di CK Hutchison e VimpelCom.

CK Hutchison e VimpelCom confermano inoltre che Maximo Ibarra, attuale Chief Executive Officer di WIND, guiderà la joint venture, supportato da Dina Ravera, nel ruolo di Merger Integration Officer, e da Stefano Invernizzi, nel ruolo di Chief Financial Officer. Vincenzo Novari, CEO di 3 Italia, assumerà invece l’incarico di Special Adviser di CK Hutchison.

Commentando l’operazione, Canning Fok, Co-Managing Director di CK Hutchison, ha dichiarato: “Oggi è un grande giorno per lo sviluppo dell’economia digitale in Italia. Questa operazione non solo darà vita ad un operatore nuovo e competitivo, ma genererà investimenti significativi che guideranno lo sviluppo dell’infrastruttura digitale del Paese. Questo porterà benefici ai clienti business e consumer – attraverso una maggiore affidabilità, velocità e copertura di rete – e consentirà all’Italia di rimanere in una posizione all’avanguardia nell’economia digitale globale”.

Jean-Yves Charlier, Chief Executive Officer di VimpelCom, ha dichiarato: “Siamo lieti di poter unire WIND e 3 Italia per costruire una rete 4G/LTE di altissimo livello. La nuova azienda, la sua squadra di manager e il suo sistema di governance sono pronti ad aprire una nuova era di servizi di telecomunicazioni in Italia. Nel 2017, non appena le due compagnie integreranno le proprie reti e condivideranno il loro know how tecnologico, i clienti beneficeranno di una migliore qualità del servizio e di una rete dati ancora più performante. Attraverso questo accordo, la nuova azienda prevede di raggiungere, a tendere, sinergie in termini di costi e investimenti per un valore di 700 milioni di euro all’anno”.

Dall’integrazione di 3 Italia e WIND, CK Hutchison e VimpelCom creeranno un operatore nuovo, forte e competitivo sul mercato con oltre 31 milioni di clienti nel mobile e 2,7 milioni nel fisso. La nuova azienda si posizionerà sul mercato come un operatore integrato, anche grazie alla collaborazione con Enel Open Fiber. Questa transazione rappresenta una delle più grandi operazioni di M&A avvenute in Italia dal 2007.

Per maggiori informazioni consultate il sito windtre.it.

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I furbetti che pagano 100€ annuali di assicurazione RC auto in Romania e vivono felici

I furbetti che pagano 100€ annuali di assicurazione RC auto in Romania e vivono felici

Sarà capitato a tutti noi di osservare in giro per le strade delle nostre città uno strano aumento di automobili con targhe non Italiane, soprattutto tedesche e rumene, e seppure in un primo momento potremmo aver pensato ad un semplice aumento degli immigrati che spostano le loro macchine in Italia, ma facendo più attenzione agli automobilisti italianissimi di queste auto e ai modelli quasi sempre di lusso ci possiamo facilmente rendere conto che il motivo deve essere un altro…

Sono sempre di più infatti gli italiani che preferiscono immatricolare la propria automobile all’estero ed ecco perchè:

  • poter risparmiare migliaia di euro tra assicurazione rc e bollo (cosa legittima e legale anche in virtù delle normative europee sulla libertà di movimento)
  • qualcuno addirittura anche per evitare di pagare multe (cosa questa eticamente sbagliata ma purtroppo possibile per colpa delle lacune nella legislazione italiana e del mancato collegamento delle banche dati delle polizie municipali con gli altri paesi europei).

I paesi prediletti dai nostri connazionali per questa operazione sono la Romania e i paesi dell’est in genere, ma anche in Germania è possibile risparmiare moltissimo in quanto non c’è superbollo per le grosse cilindrate e i premi assicurativi per la RC AUTO sono molto più bassi di quelli italiani (bisogna però verificare i massimali perché essendo correlati al costo della vita locale in caso di incidente potrebbero essere insufficienti a coprire i danni ed in quel caso sarebbero guai).

Questa pratica non è illegale (infatti soprattutto per le auto di lusso esistono vere e proprie agenzie tedescheche si occupano di tutta la burocrazia) ma si muove ai margini dei vuoti normativi italiani ed europei, certo però che se lo stato italiano evitasse di attingere soldi dagli automobilisti come se fossero mucche da mungere ad ogni occasione per rimpolpare il bilancio e l’antitrust vigilasse effettivamente sui prezzi più alti d’europa praticati dalle compagnie assicurative auto nostrane non ci sarebbe bisogno di trovare queste vie traverse!

Nel frattempo per chi non vuole fare modifiche alla targa della propria auto non resta che provare uno dei vari siti che propongono comparazioni tra le assicurazioni RC AUTO, o rivolgersi direttamente ad una compagnia online e farsi fare un preventivo per cercare di spuntare il prezzo migliore sulla propria polizza.

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Wind e Tre completano la fusione: nasce oggi il più grande operatore italiano

Wind e Tre completano la fusione: nasce oggi il più grande operatore italiano  3-wind

Tre Italia e Wind Telecomunicazioni hanno annunciato oggi una delle operazioni di fusione e acquisizione più grande in Italia dal 2007 ad oggi: l’avvenuta integrazione tra i due operatori, ora entrambi controllati dalla joint-venture di CK Hutchison e VimpelCo. Il nuovo aggregato sarà guidato dal Chief Executive Officer di WIND, Maximo Ibarra, mentre il CEO di 3 Italia prenderà l’incarico di Special Advisor di CK Hutchison. L’operazione è nata nel lontano, tecnologicamente parlando, 6 agosto 2015 quando gli azionisti delle relative aziende CK Hutchison (3 Italia) e VimpelCom (Wind) annunciarono di aver trovato un accordo per per una joint venture paritetica capace di assumere dimensioni grandi a tal punto da poter competere ancora sul mercato con prezzi competitivi. Da quel giorno è partito l’iter burocratico di approvazione, prima Europeo (1 settembre 2016), poi del Ministero per lo Sviluppo Economico (25 ottobre 2016) ed infine, questa mattina, l’annuncio di operazione conclusa. Completata oggi l’integrazione societaria, si proseguirà nel 2017 con l’integrazione delle infrastrutture e quindi la condivisione del know-how tecnologico. A detta di Jean-Yves Charlier, Chief Executive Officer di VimpelCom: “… i clienti beneficeranno di una migliore qualità del servizio e di una rete dati ancora più performante.”. Si tratta di un avvenimento importante come dichiarato da Canning Fok, Co-Managing Director di CK Hutchison: “Questa operazione non solo darà vita ad un operatore nuovo e competitivo, ma genererà investimenti significativi che guideranno lo sviluppo dell’infrastruttura digitale del Paese.”. Per l’annuncio è stato pubblicato in rete il sito www.windtre.it che contiene e conterrà, nel tempo, maggiori informazioni sulla nuova joint-venture tra Wind e 3 Italia.

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